Il
Focusing nasce negli anni ’60, ad opera di Eugene Gendlin, accademico,
filosofo, psicologo ebreo di origine austriaca, emigrato negli USA con
la famiglia per sfuggire alle persecuzioni nazziste.
Prima allievo, poi amico e collaboratore
di Carl Rogers, uno dei fondatori della psicologia umanistica. Condivise
con lui la ricerca sulla relazione tra esperienza e simbolizzazione, per
vedere in che modo la terapia rendesse i clienti più coscienti della
loro esperienza.
Successivamente come docente presso
l’Università di Chicago, dipartimento di Psicologia, avviò una ricerca
durata anni, il cui scopo era capire perché la Psicoterapia fosse spesso
lunga e poco efficace. A questo scopo vennero registrate migliaia di ore
di psicoterapia, con psicoterapeuti diversi, appartenenti a scuole
diverse (psicoanalisi, gestalt, terapia cognitivo-comportamentale,
bioenergetica, psicodramma).
Esaminando tutto il materiale raccolto,
Gendlin e i suoi collaboratori si resero ben presto conto che c’era un
denominatore comune tra le terapie che andavano a buon fine. I clienti
la cui terapia aveva successo erano in grado di fare inconsapevolmente
qualcosa di sconosciuto agli altri. Durante tutta la terapia
controllavano interiormente se ciò che veniva detto da loro o dal
terapeuta corrispondeva al loro vissuto “sentito” nel corpo. Per contro,
i clienti con insuccesso terapeutico rimanevano tutto il tempo “su nella
testa” e, per quanto comprendessero i loro problemi, nulla cambiava. Gendlin
ci racconta che era possibile determinare entro la seconda o terza
seduta il successo o l‘insuccesso della terapia. E poiché questa abilità
innata di alcuni clienti sembrava cruciale per il buon fine della
terapia, decise di metterla a fuoco: “Focusing” appunto.
Gendlin confessa che all’inizio la sua
formazione di accademico lo portò a pensare che questa capacità non
potesse essere insegnata a chi non la possedeva. Poi la sperimentazione
dimostrò il contrario. Il resto è storia. Da allora la pratica del Focusing si è diffusa in tutto il mondo: Stati Uniti, Canada, Argentina,
Inghilterra, Giappone….e da alcuni anni anche in Italia. L’International
Focusing Institute, con sede a New York, conta più di mille formatori
sparsi per il mondo.
Il Focusing ha trovato applicazione non
solo in psicoterapia e nel Counseling, ma anche in altri ambiti: scuola,
formazione, body-work, medicina, creatività, meditazione…tanto per
citare i principali. Questo non meraviglia poiché è uno strumento
trasversale di grande potenza e allo stesso tempo facile e sicuro, che
aggancia semplicemente il modo in cui il nostro corpo-organismo si vive
la nostra vita. Tuttavia la cosa migliore che Gendlin e discepoli hanno
fatto è di renderlo accessibile a qualsiasi essere umano interessato a
conoscersi meglio e a prendersi cura di sé, e questo nella migliore
tradizione della psicologia umanista.
Attualmente Gendlin è in pensione e vive
non lontano da New York, ma continua a portare avanti la sperimentazione
del Focusing applicato alla filosofia, suo grande amore di tutta una
vita.
Per migliori informazioni in proposito, consultate il sito
ufficiale del Focusing: www.focusing.org