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Ho praticato la meditazione per 30 anni, e non vi dico la
mia sorpresa quando mi sono resa conto che la pratica del
focusing mi conduceva spesso e volentieri in uno ‘Stato di Grazia’, che è anche
la meta della meditazione.
Ricordo di aver detto alla mia mentore, Ann Weiser: “ma
come, io medito da 30 anni, seguo il mio guru come fosse dio in terra, e poi
arriva il focusing, e con quattro passaggi semplici semplici mi conduce alla
stessa esperienza?”
Lei sorrise e mi rispose: “Germana, è tutto lì,
dentro di te...”
Questa semplice frase è stata per me cruciale.
Per
la prima volta nella mia vita mi sono sentita veramente padrona della mia casa
interiore, nel senso di pienamente autorizzata ad esplorarla, e non solo il
livello psichico. Naturalmente c’è un tempo in cui si ha bisogno di un maestro o
di un esperto che ci insegni dove andare e come percorrere ogni cammino, ma una
volta imparato la strada non resta che percorrerla.
Il focusing in verità è principalmente uno strumento per
esplorare il nostro mondo psichico. Gendlin usa spesso una parola alternativa
all’inconscio, lo chiama ‘implicito’; e questa visione mi piace molto, perché è
proprio qualcosa che ci appartiene e ci riguarda, ci agisce addirittura, ma di
cui noi non siamo pienamente o del tutto coscienti. Tuttavia, proprio perché è
tutto lì dentro di noi, spesso e volentieri il focusing raggiunge livelli
profondi, in modo semplice e naturale.
Un altro inestimabile dono che la pratica del focusing ha
portato con sé è stato la realizzazione che il corpo è il luogo in cui succede
ogni cosa, è attraverso lui che noi viviamo la nostra vita. Gendlin racconta che
più di 30 anni fa affermò che ‘’l’inconscio è il corpo’, e che i suoi colleghi
all’Università
lo presero per matto; mentre ora molti addetti ai lavori
cominciano ad avvicinarsi, magari per altre vie, alla stessa comprensione. A
questo punto è necessario precisare che il corpo del focusing non è il corpo
fisico in senso stretto, quanto piuttosto il nostro intero ‘essere al mondo’:
corpo fisico, emotivo, mentale, energetico e quant’altro…
Seguendo la via del corpo mi sono resa conto che anche lo
‘Stato di Grazia’ è nel corpo; meglio ancora, questa nostra ‘Essenza’ è la fonte
che ha dato vita alla sua manifestazione più esterna. Dunque nulla vieta di
percorrere la strada a ritroso e andare a conoscerla, meglio ancora a
sperimentarla ‘sentendola nel corpo’. Ed è proprio questo che succede spesso e
volentieri durante un processo di focusing, e non solo a me. Negli ultimi anni
ho aiutato molta gente a focalizzare, e quasi tutti, prima o poi, arrivano in
uno ‘Stato dell’Essere’ in cui si sentono più larghi, spaziosi,
fluidi, centrati, amorevoli, accoglienti verso ogni aspetto di sé, capaci di
contenere ogni cosa, gioiosi e leggeri, parte di un tutto…. Se dovessi
descrivere tutto
ciò che ognuno riporta, potrei scriverci un libro. E
io posso riconoscere la loro esperienza grazie alla mia, e soprattutto posso
sentire che la stanno ‘percependo nel corpo’, la stanno ‘vivendo’…, e che è
decisamente reale e allo stesso tempo molto semplice.
Dopo una intera vita spesa alla ricerca della ‘verità’ in
ogni modo possibile, mi sento di poter affermare che è giunto il tempo per gli
esseri umani di andare a conoscere da sé chi sono veramente. Dirò di più, sento
che è finito il tempo dei ‘maestri’, che rimangono tali anche dopo che ti hanno
insegnato ciò che sanno. Il senso della vita è dentro di noi, lo hanno affermato
molti saggi del passato, ed è giunta l’ora per noi umani di assumerci in prima
persona ‘la responsabilità e l’onore’ di conoscerci fin nelle profondità
dell’essere. Naturalmente questo vale per quelli che lo vogliono fare, e quando
si sentono pronti a farlo…